Ed eccomi qua, finalmente a tu per tu col mio pc, con la casa straordinariamente vuota, silenziosa, e con poco tempo a disposizione ma prezioso, perché la voglia di scrivere è troppa, e le emozioni ancora di più.
Sono qua da quasi una settimana, e mi sembra di essere qua da un mese, e per me ciò è fantastico, perché mi sento bene, perché mi sento a casa, e questo mi dimostra ancora una volta che è bello avere come casa il mondo, e come famiglia tutte le persone belle che puoi incontrare.
Qui di persone meravigliose ne sto incontrando a bizzeffe, dai ragazzi e ragazze fantastici che vivono con me e che provengono da tutta l’Europa, che hanno ognuno vite particolari, e cose da raccontare, e il confronto è continuo, stimolante, alle persone che lavorano con me, che ad ogni mio passo mi chiedono se va tutto bene, se ho bisogno di qualcosa, e si sforzano di aiutarmi con la lingua, provano a parlare italiano solo per farmi piacere, per farmi ridere, e a me non possono che brillare gli occhi e ringraziarli in continuazione, perché sono così belli che a volte non mi sembra vero, e mi pare di sognare.
Tutto qua segue i ritmi del sole e del vento, la lingua che parlano, sabbiosa e rotonda come la polvere che qui copre e colora tutto, che ti sferza le gambe a volte e ti accarezza il viso altre volte, le donne che sembrano regine egiziane dei tempi odierni, oppure bambole di alabastro dagli occhi verdi ed enormi, agli uomini, scuri, forti, con occhi scuri e vellutati, e sguardi che si vede hanno scrutato l’orizzonte dalla nascita. Il tempo qua è relativo, qui tutto corrono impazziti, le macchine sfrecciano e così pure i bus, eppure sono sempre in ritardo, e la gente sale e scende con calma, senza fretta, e l’autista ti fa il biglietto e ti sorride, e se gli chiedi indicazioni di dice che per ringraziarlo devi andare in chiesa e pregare per lui. Il tempo è un concetto relativo qua a Malta, ovunque tu debba andare devi uscire almeno un’ora prima di casa, e una volta nel traffico chiuderai gli occhi un sacco di volte per la paura degli incidenti. I maltesi sono un po’ così, pazzi ma gentili, parlano e ridono a voce alta, e hanno tutte la macchine con alettoni e adesivi, quasi da rally, sono come il vento, un po’ sciroccati, e mi hanno detto che col caldo diventeranno ancora più pazzi, e io non vedo l’ora, perché per me tutto è come un film, una continua scoperta, e non mi sazio mai di osservare, di guardare, di imprimere nella mia mente ogni minimo particolare, e tutto mi sembra bello, caratteristico, prezioso. I colori, i profumi, le case, il cibo, tutto sa di deserto, di palme, di acqua che è come l’oro, di spezie, di sole cocente che scolorisce tutto, gli alberi, i fiori, ma che ti colora la pelle del viso, delle spalle, e ti schiarisce i capelli, e scalda fin dentro le ossa.
E poi c’è il mare, ribelle e in continuo movimento, che detta le regole, e la sua salsedine invade tutto, e la puoi sentire sulle labbra perché il vento la trasporta ovunque, e di conseguenza qui tutto è salato, tutto ha un suo sapore, una sua vita, un suo colore.
E anche se i bus passano in ritardo, se sbaglio le corse e mi perdo nel mezzo del nulla, se non riesco a trovare il palazzo dove devo lavorare, se il mio pc non ha intenzione di caricarsi e funziona solo in una spina, e l’acqua per la doccia a volte non arriva, o arriva solo fredda, se il supermercato è lontanissimo e fare la spesa è una faticaccia perché l’acqua pesa, e la sacca ti sega la spalla, e l’ascensore non c’è e tu hai le gambe distrutte per il troppo camminare, e a casa sei come accampata perché siamo in troppi e la casa è un casino… beh, più le cose sono difficili e più apprezzi la bellezza che c’è in esse, la bellezza della vita e della felicità a tutti i costi, la felicità della scoperta, la felicità della stanchezza, la felicità della condivisione, dei sorrisi, delle sensazioni, della libertà delirante che il vento porta con se, e che mi fa alzare ogni mattina all’alba con la voglia di aprire la finestra e di gridare al mondo che è talmente bello da non sembrare neanche vero.